L'assurda morte del falco biancone

E’ una bellissima mattina di inizio settembre, fa ancora un gran caldo, esco di casa con mio figlio di 2 anni e mezzo per andare al mare.
Abitiamo in aperta campagna, in un luogo di grande bellezza e di pace, racchiuso nel Parco Culturale di Camaiano, e guido lungo la strada sterrata fiancheggiata da un campo arato da poco. Ad un certo punto scorgo qualcosa fra le zolle di terra, è un grosso uccello.... un falco! "Che bello" penso mentre continuiamo a guardarlo, ma poi mi chiedo "e cosa ci fa un falco in mezzo al campo, a terra, con questo sole a picco?" Mi fermo con l’auto, apro lo sportello e lui fa per volare via ma non ci riesce, è ferito ad un’ala!
Subito telefono a mia madre e a due amici nostri ospiti che avevo appena salutato per dir loro di venire con un telo per soccorrere il falco.... arrivano in fretta e quando ci avviciniamo scopriamo quanto sia grande e bello.
Dapprima tenta di scappare, ma non ce la fa; è molto provato e ha un ‘ala spezzata. Riusciamo a prenderlo e su consiglio di Bea, la nostra veterinaria, chiamiamo la Lipu: possiamo portarlo da loro, subito!
E’ un bestia bellissima, marrone con il ventre bianco e due occhi gialli enormi con cui ci fissa fiero, incutendoci una sorta di soggezione, anche se è chiaramente impaurito e dolorante.... nessuno di noi "pensa" a scattare un foto... "vabbeh" ci diciamo "gliela faremo quando andremo a trovarlo!"
"E’ un bellissimo esemplare di falco biancone" ci dicono alla Lipu "ma è gravissimo! Faremo di tutto per salvarlo!"Poi ci documentiamo sul falco biancone, anche perchè Matteo, mio figlio, rimane incantato; è incuriosito e ci riempie di domande (é in piena fase "perché") e scopriamo che si tratta di una specie protetta, molto più grande della comune poiana che spesso vediamo volare da queste parti, può raggiungere 1 metro e 80 di apertura alare, mangia serpenti e potrebbe essere stato di passaggio essendo un migratore. Ma veniamo a sapere anche che al qui vicino Poggio Pelato una coppia aveva nidificato.... ipotizziamo anche cosa potrebbe essergli successo all’ala: forse una collisione con un cavo elettrico...?
I giorni passano e dalla Lipu nessuna notizia, il che ci fa ben sperare riguardo alla guarigione di quello che ormai è diventato "il nostro falco".
Una settimana, due, finchè una mattina arriva una telefonata: "il nostro falco ha lottato tanto, ma non ce l’ha fatta!" Dispiacere, sì, tanto, ma dicono ancora: "dalle radiografie è emerso chiaramente che l’ala era lesionata da pallini..." Incredulità: sì, insomma gli avevano SPARATO.....!!!
Ci chiedono esattamente dove è stato trovato: sporgeranno denuncia contro IGNOTI, e adesso noi vogliamo che si sappia.
Matteo piange quando capisce che il nostro amico non ce l’ha fatta,“Perchè è morto, mamma?”
“era troppo debole e malato”
“perchè, cosa aveva, male all’ala?”
“si amore, gli avevano sparato all’ala”
“Perchè gli hanno sparato, mamma?”
sento una gran rabbia dentro di me, lo abbraccio forte, in silenzio... questa volta non ho una risposta da dargli......
PERCHE’ GLI HANNO SPARATO????
Claudia di Podernuovo
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