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Aree Tematiche > I tesori dimenticati del nostro territorio > Villa Mirabella
27 novembre 2017, articoli de Il Tirreno
2) articolo dettagliato di Alessandra Bernardeschi che riportiamo integralmente:

«Villa Mirabella, gioiello dimenticato»
L’ultimo progetto di recupero è del 2002. Ora il Comune prova a venderla con un bando d’interesse pubblico

"GABBRO. Nascosta tra la vegetazione delle colline di Gabbro, quasi invisibile all’occhio del viaggiatore che lasciata la statale 206 per imboccare la strada che porta nel centro della frazione collinare, c’è una delle più suggestive ville settecentesche presenti nel territorio comunale: villa Mirabella, preziosa struttura di proprietà del Comune eppure abbandonata nel più completo degrado.

Quando c’era un lazzaretto. La villa, costruita nel 1761 dalla famiglia Fonyet, che assumerà il nome Finocchietti e che nei primi anni del ‘900 venne adibita a lazzaretto dopo lo scoppio di epidemia della febbre spagnola, fu ceduta al comune nel 1984. Oggi cade a pezzi. Dagli anni ‘90 in poi, le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno ricercato varie strade per ottenere finanziamenti da destinare ad interventi di riqualificazione di uno dei più bei edifici, architettonicamente parlando, presenti sul territorio. Oggi la giunta Franchi ci riprova attraverso un avviso pubblico per conoscere se vi siano manifestazioni di interesse da parte di imprenditori per acquistare o per avere in concessione pluriennale tutto il complesso immobiliare.

Vincoli e donazione. Nonostante i vincoli derivati dalla donazione e relativi alla destinazione d’uso di villa Mirabella, vincoli di tipo socio culturale con il fine di garantire l’uso collettivo, Il Regolamento Urbanistico dà la possibilità di trasformare l’immobile in un albergo, una Rta, un ostello della gioventù, un ristorante- pub - pizzeria, una struttura assistenziale, un centro benessere, una scuola per formazioni professionali. E’ il silenzio che avvolge villa Mirabella che cattura l’attenzione di chi sale il lungo il viale, porta d’accesso ad una delle dimore più scenografiche del territorio. Giunti alla base della villa che si erge su una delle collinette alle porte di Gabbro, ci salutano due cartelli posti uno sopra l’altro. Il primo, un cartello turistico in giallo, segnala che stiamo per arrivare a villa Mirabella, dimora del diciottesimo secolo; sopra, un cartello bianco con stampato il segnale di pericolo che ci dice chiaramente che stiamo per visitare “un edificio pericolante”.

Quei cartelli desolanti. In questi due cartelli, così vicini, sta tutta la contraddizione di questa villa che potrebbe, se ristrutturata, diventare un patrimonio storico, culturale ed artistico per il territorio ma, soprattutto, per le frazioni collinari in cerca da anni di rilancio turistico. La villa è circondata da un piccolo parco. Davanti a ciò che rimane di un ampio cancello che doveva essere l’accesso ufficiale alla dimora, si staglia la villa con i suoi smerli. Nonostante i divieti d’accesso e le grate posizionate dal comune alle finestre del piano terra, le porte in legno sono state sfondate. Visibili i lucchetti e le catene rotte che ormai non chiudono più niente. Facile entrare. All’interno ci colpisce un odore acre. Tutto intorno rifiuti: scarpe da lavoro, scarti edili, contenitori di vernici abbandonati , sedie rotte, calcinacci ovunque.

Intonaci rosa. Eppure, da quei muri scrostati emergono ancora antichi intonaci rosa. Il portone d’acceso al piano terra è stato sfondato; affacciandosi tra i rifiuti, un corridoio con il soffitto a volte. Avventurandoci in qualche modo in un piccolo sentiero nascosto tra la vegetazione a lato della villa, arriviamo al cortile superiore. Anche qui l’accesso a quello che un tempo doveva essere il salone della villa, è facile: il grande portone in legno è aperto così come aperte sono le finestre al primo piano. Sfruttando i passaggi all’interno delle torrette sgretolate per l’incuria e il tempo , torniamo sul viale d’accesso attorniato da cipressi secolari, tipici del paesaggio toscano. Era il 1998 quando l’allora sindaco di Rosignano Gianfranco Simoncini, alla ricerca si fondi, inoltrò un progetto di recupero dell’immobile alla Regione Toscana; in quegli anni le ipotesi di utilizzo della villa erano quello di un centro studi per la danza; poi si passò ad un centro per la formazione professionale degli antichi mestieri. Tutto finì in un nulla di fatto.

Tutto fermo a 12 anni fa. l febbraio 2002 il Comune di Rosignano adottò una variante urbanistica parziale per ampliare la destinazione d’uso della struttura compreso quella a carattere turistico ricettivo; un’operazione che prevedeva anche la formula del project financing, di fatto una partecipazione tra pubblico e privato . Nel 2010, l’amministrazione comunale confermò la disponibilità a recepire i progetti avanzati da privati ritenendo il restauro dell’immobile troppo oneroso. Siamo nel 2014, sono passati ormai 30 anni da quando il comune è diventato proprietario di questo gioiello architettonico; villa Mirabella è ancora avvolta nel silenzio.

Con una speranza: che entro mezzogiorno del 30 gennaio 2015 privati interessati al recupero dell’immobile presentino la loro manifestazione di interesse al Comune. Una volta venduta o data in concessione, la villa potrebbe tornare al suo antico splendore."
Villa Mirabella dimenticata, spunta l'idea di una convenzione

«Gabbro: è trascorso un anno da quando l’amministrazione provò, attraverso un bando, a capire se vi fossero manifestazioni di interesse per il recupero di villa Mirabella a Gabbro.
Trecentosessantacinque giorni trascorsi invano perché «nessuno – ha detto Margherita Pia assessore all’urbanistica – si è fatto avanti, nessun progetto è stato proposto all’amministrazione». Il silenzio è tornato ad avvolgere una delle più belle strutture del comune di Rosignano Marittimo. Dibattiti su aree feste, sulla manutenzione delle strade, sull’illuminazione pubblica, ma, intanto villa Mirabella cade a pezzi, soffocata dalla vegetazione e dagli anni che passano....»

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